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Mastercard – ‘Tifosi senza frontiere’, 35 miliardi di euro a stagione per seguire il proprio club europeo preferito all’estero

LA MAFIA E’ UNA MERDA

Roma, rissa fra tifosi dopo Coppa Italia accoltellato uno juventino: non è grave

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Mastercard – ‘Tifosi senza frontiere’, 35 miliardi di euro a stagione per seguire il proprio club europeo preferito all’estero

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Mastercard – ‘Tifosi senza frontiere’, 35 miliardi di euro a stagione per seguire il proprio club europeo preferito all’estero Dal rapporto emerge che, in Europa, i tifosi che sostengono una squadra di un Paese diverso da quello in cui risiedono rappresentano un quarto dei fedelissimi europei del calcio (41 milioni) e spendono ogni sParole chiaviione 35 miliardi di Euro per seguire il club estero preferito.

La squadra più popolare è il Barcellona (29%), seguita dal Real Madrid (10%) e dal Manchester United (8%).

I dati relativi all’Italia mostrano che il tipico “Tifoso Senza Frontiere” è maschio, di età compresa tra 35 e 44 anni e ricopre una posizione manageriale.

Inoltre, la ricerca evidenzia che il 21% dei “Tifosi Senza Frontiere” che vive nel nostro Paese ha visitato una città europea spinto sopratutto dall’interesse per il club calcistico e dallo stadio, dando in questo modo un significativo contributo allo sviluppo del turismo e dell’economia delle città e regioni interessate.

Infine, il 26% di loro trascorre ben più di 10 ore al mese mantenendosi aggiornato con le ultime novità relative alla propria squadra preferita.

Ma non è tutto. Master ha anche annunciato oggi i migliori dieci momenti che non hanno prezzo della storia della UEFA Champions League, votati dai tifosi di calcio europei.

Al primo posto c’è il “miracolo di Istanbul” con la doppia parata di Dudek che ha permesso al Liverpool di conquistare la quinta Coppa europea della sua storia.

Seguono l’incredibile volée di Zidane per il Real Madrid e, al terzo posto, i due gol del Manchester United nei minuti di recupero nella finale del 1999.

L’Italia è proParole chiavionista al 9° posto nella partita di ritorno Chelsea – Napoli. Una gara emozionante, nella quale i Blues hanno recuperato i due goal di svanParole chiavigio contro il Napoli centrando cosi la qualificazione di finale ai quarti della Champions League.

7° posto invece per i Neocampioni d’Italia della Juventus, diventati Campioni d’Europa nel 1996 vincendo 4 a 2 ai rigori contro l’Ajax.

In tempi più recenti, invece, nel 2010, troviamo la finale di Champions tra Inter e Bayern Monaco. Una gara che occupa il 4° posto in questa speciale classifica e che ha visto il trionfo di Jose Mourinho e della sua Inter che ha conquistato la Coppa per 2-0 con due gol di Diego Milito.

[Sorgente notizia:: Sport Economy]

Per Corederoma
Paolo Nasuto

tesorino @ maggio 21, 2012

LA MAFIA E’ UNA MERDA

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LA MAFIA E’ UNA MERDA Al di là dell’associazione con la mafia che qualcuno potrà giudicare frettolosa, senza entrare nel merito della tragedia dietro la quale molti rivedono lo spettro oscuro dello stragismo di Stato, gli ultras gallipolini hanno partecipato ad una manifestazione cittadina sulla scia dell’attentato di Brindisi e volevamo semplicemente darne testimonianza.

Si è tenuto oggi 19 Maggio 2012 alle ore 19.00 in Piazza Falcone-Borsellino il sit in e flash mob di solidarietà per Melissa Bassi, vittima dell’attentato avvenuto a Brindisi di fronte all’istituto Morvillo Falcone.
Alla manifestazione si è unita la Curva Sud Gallipoli.

[Sorgente notizia:: Ultras Gallipoli]

Per Corederoma
Paolo Nasuto

tesorino @ maggio 21, 2012

Roma, rissa fra tifosi dopo Coppa Italia accoltellato uno juventino: non è grave

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Roma, rissa fra tifosi dopo Coppa Italia accoltellato uno juventino: non è grave L’aggressione in piazza Trilussa, a Trastevere, a poche ore dalla finale vinta dai partenopei. Colpito a una gamba, non è in gravi condizioni

ROMA – Lo sport è ancora una volta causa di fatti di cronaca: un tifoso juventino è stato accoltellato da un gruppo di supporter del Napoli in pieno centro a Roma, in piazza Trilussa a Trastevere. L’aggressione poche ore dopo la fine della finale di Coppa Italia, che si è giocata allo stadio Olimpico, ed è stata vinta dai partenopei.

L’uomo è cosciente, è stato soccorso dal 118 e le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

I tifosi juventini che si trovavano con lui al momento dell’aggressione hanno riferito di essere stati assaltati con dei bastoni, ricavati da rami d’albero. Gli aggressori si sarebbero quindi scagliati contro l’uomo con un coltello, colpendolo ad una gamba, per poi fuggire a piedi.

[Sorgente notizia:: La Repubblica]

Per Corederoma
Paolo Nasuto

tesorino @ maggio 21, 2012

ROMA IN IMMAGINI: IL GENERALE LEE … versione due ruote :)

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ROMA IN IMMAGINI: IL GENERALE LEE … versione due ruote ROMA IN IMMAGINI: IL GENERALE LEE … versione due ruote :)

tesorino @ maggio 21, 2012

Pizarro: niente City, voglio finire a Roma la mia carriera

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da Il Romanista – gazzetParole chiaviiallorossa.it

Pizarro: niente City, voglio finire a Roma la mia carriera“Sono tornato a Roma da Manchester. E non ho intenzione di muovermi”. Il tono di voce è basso, ma i contenuti sono perentori. Forti. David Pizarro, fresco campione d’Inghilterra col City di Roberto Mancini, si gode la vittoria di un titolo “inaspettato” ma mette subito alle spalle l’esperienza inglese. Cinque presenze in Premier, nessun gol ma, dicono dall’Inghilterra, un’importanza non da poco nei momenti cruciali della sParole chiaviione del club di Manchester. Ha lasciato la Roma dopo 5 anni e mezzo e lo ha fatto controvoglia. Colpa di tanti problemi fisici e di un rapporto con Luis Enriqueche lui, dalla sua casa nella Capitale, definisce “inesistente».”Trentatrè anni da compiere, da settembre a gennaio ha messo insieme appena cinque apparizioni in giallorosso.

La Roma lo ha ceduto in prestito secco al City al termine di una trattativa durata appena un paio di giorni: “La telefonata di Mancini – racconta il cileno - è arrivata all’ultimo e ho accettato, anche se non avevo intenzione di lasciare Roma”. Non è stato facile farlo: motivi professionali e familiari. Ha fatto il pendolare per qualche mese, ma adesso Pizarro ci riprova: dice che vuole finire la sua carriera europea in giallorosso, poi tra un anno, alla scadenza del contratto, tornerà in Cile. Con la società non ha ancora parlato, ma conta di farlo presto. Magari dopo aver saputo il nome del nuovo allenatore. Montella, si sa, è in pole. E il loro rapporto è ottimo. Ma anche se arrivasse qualcun altro per David “non cambierebbe nulla. Mi sento bene e sono molto motivato“.

Difficile non esserlo dopo che, appena 8 giorni fa,è arrivato un titolo così importante.

Ride. Quando eravamo sotto in classifica nessuno si aspettava che ce l’avremmo fatta a recuperare. Mancini mi chiedeva sempre consigli, si riferiva al 2010, quando con la Roma abbiamo rimontato tutti quei punti all’Inter. Vista la mia esperienza voleva che dessi una mano, come se io fossi uno specialista di quei recuperi miracolosi…

Dopo la vittoria nel derby sembravate a un passo dal titolo.

Sì, ma noi non pensavamo che era fatta perché poi dovevamo affrontaresquadre che si giocavano qualcosa di importante, sia il Newcastle che si giocava la Champions in casa sua, sia il Qpr che si doveva salvare e che ci ha complicato la vita fino all’ultimo secondo.

Gli ultimi cinque minuti, dall’inferno al paradiso.

Abbiamo perso parecchi anni di vita, ci stava cascando il mondo addosso, sembrava che tutto stesse andando a monte, era incredibile quello che stava succedendo. Uno guardava il campo e non ci credeva. Ti giuro, sembrava un incubo.

Poi il gol di Aguero.

E l’esplosione dello stadio. Un’emozione inspiegabile, non ti so trovare le parole giuste. (Silenzio). Bellissimo.

Dopo una vittoria così al fotofinish hai pensato a Catania o Verona? A quegli scudetti con la Roma sfuggiti all’ultima giornata?

Ho pensato a Roma-Samp, devo essere sincero. Mi è venuta in mente dopo qualche minuto dopo la fine della partita (ancora silenzio). Se avessimo vinto quella sera poi era fatta, le altre partite erano più semplici, quello scudetto non ce lo avrebbe tolto più nessuno. Negli ultimi cinque minuti della partita col City si sono affacciati quei fantasmi lì che per fortuna non si sono ripetuti. Ed è andata diversamente.

Dal passato al presente:dove sei adesso?

A casa mia a Roma.

Il tuo futuro cosa prevede?

Me ne vado prima in vacanza e poi tornerò a Roma. Per restare. Spero di finire la mia carriera europea qui a Roma. Ho ancora un anno di contratto e non ho intenzione di muovermi. Finirò qui. Sono molto motivato. Anche perché a novembre diventerò papà per la terza volta e vorrei che mio figlio fosse romano. E romanista. Gli altri due (Davca e Bastian, 10 e 9 anni) già lo sono.

Maschio o femmina?

Ancora non lo sappiamo.

Come stai fisicamente?

Bene. Bene.

Si era detto e scritto che a gennaio pensavi di andare alla Juventus per ritrovare il tuo preparatore e amico Bertelli, l’uomo giusto per rimetterti in forma.

Facciamo chiarezza: io non mi volevo muovere da Roma. Non volevo andare da nessun’altra parte, soprattutto in Italia, e ho cercato fino all’ultimo di restare qui. Poi, all’ultimo, è arrivata la telefonata di Mancini. Non me l’aspettavo, è stata una cosa improvvisa. Ma a dir la verità non mi aspettavo neanche di cambiare aria.

Con lui,ai tempi dell’Inter,sembrava non esserci un grande feeling.

Non è proprio così, c’erano altri problemi in quel periodo.

Il tuo rapporto con Luis Enrique.

Non posso dire nulla di questo.

Cioè?

Non c’è nulla da dire. Il rapporto è sempre stato praticamente inesistente. Non c’era.

Ti aspettavi che le cose andassero così?

Dovreste chiedere a lui certe cose. Non a me.

La sParole chiaviione della Roma è andata come credevi?

Ripeto: per quanto mi riguarda mi aspettavo di non cambiare aria. Per quanto riguarda la Roma invece, come tutti, mi aspettavo qualcosa di diverso. Qualcosa in più, almeno.

Su un social network sul tuo telefono hai scritto spesso “Daje Roma”.

Beh ci mancherebbe. Anche se sono andato via per qualche mese i miei compagni sono sempre stati molto importanti per me.

La tua famiglia è rimasta a Roma?

Sono rimasti tutti qui. Io mi sono sacrificato e sono partito da solo.

Venivi a Roma nei giorni liberi?

Sospira.Poco, a dir la verità. Perché siamo entrati in una fase importante della sParole chiaviione, delicata, e quindi mi sono mosso poco.

Erano allo stadio l’ultima giornata?

Sì, certo.

Della Roma ti ha scritto qualcuno dopo la vittoria?

Sì, in tanti. Io sono rimasto sempre in contatto con tanta gente.

Un nome in particolare?

Bruno Conti.

Per la panchina della Roma si fa il nome di Montella.Il tuo rapporto con lui è sempre stato forte.

Non mi cambia nulla il nome del nuovo allenatore, Montella che è molto bravo, o chi per lui. Come dicevo prima, a me interessa solo terminare la mia carriera europea qui nella Roma poi finirò in Cile a Valparaiso. Se davvero arriverà Montella si farà trovare pronto, però non dico altro perché non sono abituato a parlare delle cose che non sono ancora sicure.

Ultima domanda: in Inghilterra che percezione si ha del calcioitaliano e dello scandalo del calcio scommesse?

Non se ne parla bene, questo è poco ma sicuro. Non siamo ben visti, sono uscite cose, nomi di colleghi e altro, che nessuno si aspettava. È una storia brutta, ma brutta sul serio. E all’estero se ne parla. Purtroppo.

tesorino @ maggio 21, 2012